Adachiara Zevi, nata a Roma, compie studi classici e nel 1976 si laurea in Architettura all’Università di Roma “La Sapienza”.

Consegue successivamente il diploma di perfezionamento in Storia dell’Arte contemporanea presso il Dipartimento di Storia dell’Arte dell’università di Bologna con una tesi su Le Corbusier pittore e scultore.
Amplia quindi la sua formazione storico-artistica frequentando l’Università Internazionale dell’Arte di Firenze, diretta da Carlo Ludovico Ragghianti, dove si diploma con uno studio sull’impiego del computer nella lettura delle opere d’arte.

Tra il 1987 e il 1988 è a New York per una borsa di studio Fulbright presso la Columbia University.

Dal 1976 insegna Storia dell’Arte nelle accademie di belle arti di Macerata, Firenze, Bologna, Milano, Palermo e Napoli. All’attività accademica affianca da sempre l’impegno storico e critico seguendo con continuità il lavoro di artisti italiani e internazionali come Enrico Castellani, Jannis Kounellis, Dan Graham, Sol LeWitt, di cui cura mostre, cataloghi e studi monografici.

L’attenzione particolare rivolta alla relazione tra arte e architettura informa, dal 1989 al 2005, Spazi/Arte, rubrica dedicata alle arti visive sulla rivista mensile “L’architettura – cronache e storia” (RCS, Milano).

Nel 2000 pubblica Arte USA del Novecento (Carocci Editore, Roma) in cui, seguendo lo sviluppo del “secolo americano”, ricerca e rintraccia, a partire dalla peculiarità del paesaggio urbano, la vera identità dell’arte statunitense.

Dal 2002 cura la biennale internazionale “Arteinmemoria” nelle rovine della Sinagoga di Ostia Antica, risalente al I sec. d.C, giunta nel 2019 alla decima edizione.

Nel 2006 pubblica Peripezie del dopoguerra nell’arte italiana (Einaudi, Torino) in cui ripercorre e interpreta secondo una precisa angolazione critica le complesse vicende artistiche italiane dal secondo dopoguerra ai giorni nostri.

Collabora dal 1987 al “Corriere della Sera” e dal 2012 a “Pagine Ebraiche”.

Dal 2002 è presidente della Fondazione Bruno Zevi per cui realizza convegni, mostre, pubblicazioni e cura il Premio annuale, riservato ai dottorandi, per un saggio storico-critico sull’architettura.

Nel 2010, in occasione della Giornata della Memoria, cura il progetto Memorie d’inciampo a Roma: per la prima volta in Italia, l’artista tedesco Gunter Demnig installa 30 “pietre d’inciampo” davanti alle abitazioni di deportati razziali, politici e militari. Nel corso delle nove edizioni successive (2011-2019) le pietre raggiungono il numero di 378.

Nel 2011 è nominata consulente scientifico del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) di Ferrara.

Nel 2012 fonda l’“associazione arteinmemoria” di cui è presidente e cura la mostra Sol LeWitt: l’artista e i suoi artisti al museo MADRE di Napoli, accompagnata dal catalogo generale dei wall drawings italiani, pubblicato da Electa.

Nel 2014, in occasione del settantesimo anniversario dell’eccidio alle Fosse Ardeatine, pubblica Monumenti per difetto. Dalle Fosse Ardeatine alle pietre d’inciampo (Donzelli, Roma).

Dal 2017 è Advisor presso la American Academy in Rome e nel 2018 è insignita del Cavalierato dell’Ordine al Merito della Repubblica Federale di Germania. E’ membro del comitato scientifico del CDEC (Centro Documentazione Ebraico Contemporaneo) e del gruppo di ricerca per la realizzazione del memoriale “Davanti a Villa Emma”